Nato a Firenze, vissuto in Nuova Zelanda per  oltre un decennio ed oggi ad Acqui: parliamo di Nicholas Del Moro, 19 anni.

Dall’Italia all’Oceania, qual’è stata la tua prima squadra del “New Zealand”? La prima e direi l’unica formazione in cui ho giocato all’incirca per dieci anni si chiama “Wynrs”, nome che prende origine da un importante allenatore di una squadra di Auckland, all’età di 5 anni.   

Wao… Come hai vissuto questa decennale esperienza e cosa ti ha lasciato? Lo stile inglese, molto contatto e più dinamicità, rispetto ad altre realtà nel mondo. Il club aveva un approccio europeo con importanti allenatori giapponesi e tedeschi.  Ho vinto un paio di campionati andando in nazionale a 14 anni e poi ricordo in particolare la finale delle due squadre più forti della città dove abbiamo vinto 2 a  1. 

Poi è arrivato il momento di giocare nei club italiani…Esatto, degli “osservatori” mi hanno consigliato di giocare in Italia. Ho iniziato al Chievo-Verona negli allievi nazionali, all’Ascoli nella Beretti e poi Primavera.                                                              

Hai contribuito in queste squadre con il ruolo di centrocampista, poi il buio: un infortunio ti ha bloccato per molti mesi; si riparte con l’avventura in Spagna. Sono andato all’Hercules per giocare nel campionato spagnolo di serie B nella squadra Primavera. Quando avevo l’occasione di giocare nella Prima Squadra ho avuto modo di dare il meglio in un girone composto da società importanti come VillaReal e Valencia. Ricordo la penultima partita di campionato  dove ho segnato al 5′ minuto.

Come è finita? 2 a 1 e siamo andati ai Playoff ed ora la mia “vecchia” squadra gioca con il Real Madrid e Barcellona.

Dopo la Spagna sei arrivato all’Acqui a metà stagione. Come ti trovi in questa piccola città? Carina, c’è molta storia qui.

 E con l’Acqui? Sto lavorando e facendo il possibile per giocare in Prima Squadra.

Parli bene l’italiano, come ti trovi con i ragazzi? Bene grazie, cerco di apprendere da loro l’arte del calcio.

Ti manca la Nuova Zelanda? Non è facile vivere dieci mesi a 18 mila chilometri di distaza dalla propria casa. Mi manca la famiglia ed gli amici, soprattutto il mio cane Freia, uno “Spanish water dog”.  Sogno tutti i giorni l’abbondante colazione in stile inglese.

Cosa c’è che ti piace qui? Pasta e pizza sono all’ordine del giorno. Il calcio è un altro aspetto che mi piace dell’Italia. Che squadra tifi? Fiorentina… e il tuo mito? Pirlo

Il tuo sogno? Arrivare almeno in serie B. Non sei molto lontano dal traguardo…. Si basta lavorare.

Il sogno nella vita? Giocare in un Paese in cui sto bene ed avere vicino la famiglia.

Quali sono i tuoi hobby? Andare in moto in superBike, giocare a tennis e la lettura dei libri, carina l’autobiografia di “Andrea Pirlo”.

 

A cura di Giancarlo Perazzi

 

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