Proseguiamo con la scoperta dei giocatori della Prima Squadra dell’Acqui. Oggi l’intervista è dedicata ad un altro giovane promettente, Marco Giambarresi.
Domenica scorsa avete giocato contro il Sestri Levante, squadra in cui ha militato lo scorso anno. Come hai vissuto la partita in cui affronti una formazione di cui ne facevi parte fino a sei mesi fa?
In campo non ho incontrato molti giocatori che conoscevo perché la squadra è stata oggetto di una profonda riorganizzazione societaria con tante partenze e nuovi arrivi.
Purtroppo non è andata bene e avete perso. Pensi di aver dato il massimo?
Come sempre ed aggiungo, abbiamo affrontato una squadra importante nel modo giusto. Eravamo sotto di due goal e la squadra ha reagito accorciando le distanze e questa è stata la cosa più positiva di domenica scorsa.

Prima del Sestri, in cui ha giocato metà della scorsa stagione, eri arrivato a settembre 2013 alla Lavagnese, altra quadra nota in serie D e grazie alla quale tu hai esordito in questo campionato. Come hai affrontato la tua prima partita?
Ero contento visto l’ingresso per la prima volta da titolare.
Ed il tuo primo calcio al pallone quando è stato?
All’età di 5 anni alla Sestrese, in un quartiere di Sestri Ponente. Ho giocato poi nelle giovanili del Genova nella categoria “giovanissimi” e successivamente nell’Entella in “allievi nazionali” e “beretti”.
Il ricordo più bello?
L’esordio in Coppa Italia da titolare con la prima squadra dell’Entella, dove ho vissuto il vero calcio di Lega Pro, all’epoca C1. Abbiamo vinto contro il Gualdo, formazione di serie D, e non potrò mai dimenticare l’ingresso nello stadio del Padova da dove poi è proseguita la Tim Cup a favore dei padroni di casa. In questo caso ero in panchina ma l’emozione è stata forte.
Dopo un periodo tra le squadre liguri sei arrivato all’Acqui Calcio 1911. Come ti trovi con i Bianchi?
Bene, specialmente con la società. Mi trattano bene tutti.

Fin da subito ti sei distinto sia sul campo sia nell’aspetto che definirei “look alla Giamba”: dai capelli al cappellino.
Mi piace molto il cappellino “rapper”. E’ uno stile che seguo, è il mio stile perché mi metto ciò che mi piace.
Ovviamente ascolti musica Rap?
Si ed il mio artista rapper preferito è Gue Pequeno.
E poi vedo tanti tatuaggi?
In realtà è un disegno unico, una composizione composta da più “strisce” Maori iniziata all’età di 14 anni. Ogni tanto aggiungevo un pezzo ed ecco tutto il mosaico all’età di 19, senza parlare dei due tatuaggi dedicati a mio fratello di 4 annni e i miei due migliori amici d’infanzia, Eri e Samir.
Qual’è il tuo giocatore preferito ed il tuo sogno nel cassetto?
Il modello che vorrei seguire è David Luiz e mi piacerebbe indossare la maglia della Nazionale Italiana.

A cura di Giancarlo Perazzi

Commenti

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saimir 14:32 29 gennaio 2015

Vai amoreeee spacca tuttooooooo