Oggi intervistiamo Giovanni Kean Dosse’ da pochi mesi nelle file dei Bianchi. Come vivi questa importante avventura?

Sono arrivato in punta di piedi per dare un contributo all’Acqui e qualunque attività mi venga richiesta l’accetto volentieri, l’importante che la squadra arrivi al risultato finale.

Nelle partite vedo in te “fame e cattiveria “….. sempre?

Si, in particolare con Prosettimo e San colombano.

Fatta questa premessa, iniziamo dai tuoi “Primi calci”. Da ragazzino al parco di vercelli al ruolo in nazionale alle Juve, settore primavera…

Sono screciuto nelle giovanili della Provercelli e poi nella Junventus per sei mesi dove ho imparato tanto, ho giocato con ragazzi attualmente impegnati in categorie importanti.

All’età di 18 anni, tra il 2012 e il 2013, primo esordio importante in serie D?

Nell’Asti, davvero emozionante il passaggio da juniores a Prima squadra. Nei momenti di difficoltà aiutavo la squadra soprattutto nel secondo tempo.

Poi arriva la serie B in Grecia con un calcio diverso…?

Il calcio greco è molto aggressivo, tatticamente i giocatori sono poco preparati ma parecchio combattivi ed ho militato nella squadra professionista del Chania.

Sei nato a Chivasso, dunque giocavi sempre a 40 minuti da casa. Sicuramente avrai avuto nostalgia del tuo Piemonte?

Giocare un anno all’estero non è stato facile per l’ambiente e cultura e, nonostantae la mentalità chiusa, era ben accetto.

Poi sei tornato in Italia, per giocare nel Vado.

Ho vissuto una stagione al mare a Vado Ligure, mi son trovato bene.

Il tuo sogno calcio? Arrivare in B.

E nella vita? ...far sta bene la famiglia…i fratelli, la mamma.

Che rapporto hai con lei?

Un rapporto sincero, cerco di ripagarla con il calcio visto che ha fatto tanti sacrifici.

Hai qualche hobby?

Stare con gli amici nel quartiere praia di asti ascoltando musica hip-pop, rap americano e quello vecchio, tipo “ice cube”.

A cura di Giancarlo Perazzi

 

 

 

 

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