Oggi intervistiamo Giacomo Gasparotto, rientrato domenica scorsa dopo un lungo infortunio.

Come ti sei sentito oggi contro il Borgomanero? Finalmente sono rientrato in gioco aiutando i miei compagni in campo. Sono molto contento perché non ho avuto problemi e ho raggiunto l’obiettivo di rientrare dopo diverse settimane di allenamento.

Domenica si è vinto con 4 goal di scarto, come hai vissuto questa partita? Anche se il Borgo non è in ottima posizione in classifica, la partita non è stata semplice e non era da sottovalutare. Abbiamo vinto e sono soddisfatto perché ripaga tutto il lavoro fatto in settimana.

Prima di arrivare ad Acqui eri nella Triestina, da est Italia all’ovest, in un campionato sempre in D ma con un girone diverso. Quali sono state le differenze? La triestina è una squadra con grande blasone ed ha una piazza in cui i tifosi sono molto esigenti e come campionato il livello è alto anche in questo girone con squadre forti e molto attrezzate. Mi trovo molto bene ad Acqui soprattutto grazie al Mister, allo staff ed ai miei compagni che mi hanno aiutato ad ambientarmi nel nuovo campionato.

Hai notato nel girone C le stesse complessità del nostro girone A? Si, il campionato è difficile ma comunque, trattandosi la stessa categoria, si trovano le stesse difficoltà che in questo girone. Ci sono delle delle squadre sicuramente che ambivano già dall’inizio a categorie superiori, come il Padova, che proprio domenica ha vinto il campionato.

Prima di arrivare alla Triestina, hai fatto un percorso che nasce dalla tua città, Torino? Ho iniziato, come tutti, in una squadra vicino casa mia all’età di sette anni. Dopo due anni sono andato alla Juventus dove ho militato dai Pulcini fino alla Primavera.

C’è stato un momento particolare, in questi anni nel giovanile? Le vittorie di campionato nei Giovanissimi, Allievi e Primavera.

Poi sei arrivato nella nostra provincia, al Casale, in C2. Li hai conosciuto anche mister Buglio. Quello è stato il primo momento in cui ho giocato in una Prima squadra, con giocatori molto esperti. E’ stata una esperienza bellissima e posso solo ringraziare il Mister per avermi fatto crescere e darmi l’opportunità di esordire.

Dal Casale a Novara, due squadre importanti e di un certo livello… Anche a Novara è stata una esperienza molto positiva. Il centro di Novarello è uno dei migliori d’Italia ed è stata la prima volta lontano dalla mia famiglia che mi ha permesso di crescere anche fuori dal campo.

Spesso per crescere e diventare un bravo calciatore occorre spostarsi dalla propria città. Come ti ha aiutato in questo la tua famiglia? La mia famiglia mi ha aiutato tantissimo senza farmi mancare niente. Solo in questo modo si capisce veramente l’importanza di chi ti sta sempre vicino.

Ora sei nella città termale, come ti trovi? E’ una città molto tranquilla, non grandissima ma con persone molto socievoli.

Hai degli hobby? Quando finisco la stagione cerco di stare molto con la mia famiglia che vedo poco e mi piacciono tutti gli sport in generale, in particolare il tennis che pratico spesso con mio papa.

Il tuo sogno nel cassetto? Penso sia quello di tutti i bambini, arrivare in serie A.

Mi risulta che la tua squadra del cuore sia nella massima categoria? Esatto. Tifo Milan, in questo periodo, purtroppo!

Non è proprio il massimo in questa stagione ma ti auguro di arrivare in serie A, magari nel Milan. C’è qualcosa che vuoi aggiungere…? Grazie per l’intervista e forza Acqui!!!

 

A cura di Giancarlo Perazzi

Commenti

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Susanna Tibone 22:30 21 aprile 2015

Grande Momo… non mollare mai!

Giovanni Macedoni 22:45 21 aprile 2015

Complimenti Giacomo

Sergio Gasparotto 12:02 22 aprile 2015

Oltre alla foto mi sono sentito in causa…
Ti auguro il meglio perché te lo meriti.
Un abbraccio

Raffa 15:31 22 aprile 2015

… grande Giacomo!!!