Oggi parliamo con Federico, dalla Juniores alla Prima Squadra.

Hai iniziato il tuo percorso calcistico alla Sorgente nei Primi calci, poi sei venuto all’Acqui Calcio e sei andato all’Alessandria. Come hai vissuto l’esperienza giovanile nel territorio della tua provincia? Mi sono presentato il primo giorno al campo con i guanti da portiere perché io volevo fare il portiere e così è stato. L’opportunità di giocare nelle categorie giovanili vicino a casa mi ha permesso di studiare e, naturalmente, di vivere il proprio territorio, gli amici e la famiglia.

Dai “gialli” ai “bianchi” con lo stesso allenatore per poi passare al colore granata e nei “grigi”. Dal Torino all’Alessandria…con furore, una bella opportunità di quasi 5 anni di calcio tra Pulcini, Giovanissimi, Allievi ed  Allievi nazionali. A Torino sono cresciuto nei Pulcini con lezioni ed allenamenti unici che mi hanno lasciato molto grazie anche ai consigli del direttore del settore giovanile Benedetti mentre ad Alessandria l’emozione più bella è stato giocare al Mocagatta, nello stadio della mia squadra locale preferita. Ricordo il torneo di fine stagione nel periodo tra il 2012 e il 2013 proprio contro il Torino dove vincemmo ai rigori.

Dopo sei arrivato all’Acqui, nella Juniores e poi l’esordio in Prima Squadra. L’esordio è stato il momento più bello. L’’ex allenatore Merlo mi aveva chiamato per giocare come primo portiere in una amichevole contro il Genova. Abbiamo perso ma per me è come se fosse stata una vittoria, anche per la conoscenza di Perin, a fine partita.

Dall’Eccellenza alla serie D, una responsabilità maggiore… C’è più responsabilità soprattutto per un ruolo come il portiere con giocatori molto più forti dai quali devi difendere la tua porta.

Nel video andato in onda su Sky a ottobre avevamo visto che non sei solo un portiere…ma aiuti la tua famiglia in panetteria. Il lavoro da panettiere da’ uno stimolo in più per cercare di vivere meglio.

Calcio, pane e il tuo hobby? Mi piace fare l’animatore con un gruppo di ragazzi dell’oratorio di Cassine che da tanti anni organizza delle attività per i giovani del Paese, sia nell’inverno sia nella stagione estiva: dalle serate a giocare alla x-box, a carte e a calcio

Come è nato questo impegno e qual è la soddisfazione più bella di quello che fai? Da piccolo passavo l’estate a giocare a calcio in oratorio e da lì è iniziata la voglia di proseguire per gli altri. La cosa più bella è vedere gli altri giocare o che s’impegnano a fare quello che ho fatto io da piccolo. Abbiamo costituito una squadra di calcetto da circa 5 anni con tornei serali a livello amatoriale

La famiglia come ti ha supportato in tutti questi anni? Mi hanno aiutato in tanti momenti spesso brutti con consigli più che fondamentali per andare avanti e non mollare mai, soprattutto durante il periodo dell’infortunio all’Alessandria, quando ero a terra anche a livello mentale. Su questo volevo ringraziare la dirigenza mi è stata vicina che non solo mi ha tenuto ma ha permesso di curarmi per proseguire l’agonismo in questa squadra nei migliore dei modi.

Qual è il tuo sogno nel calcio? Arrivare in serie A come portiere di livello.

Qual è il portiere che stimi di più? Francesco Toldo…ex portiere dell’Inter, la mia squadra del cuore.

Mi auguro che tu possa fare come lui, peraltro il tuo compleanno a gennaio cade qualche giorno da quello di Buffon, sarà di buon auspicio!

Invece il sogno della vita? Diventare un professore di ginnastica, magari allenare i bambini e fare l’osservatore in ambito sportivo

A cura di Giancarlo Perazzi

 

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