Davide, sei arrivato in squadra a dicembre e in questo periodo hai fatto qualcosa d’importante! Mi sono integrato fin da subito e mi è sembrato di essere qui dall’inizio dell’anno. Ringrazio tutto lo staff ed i colleghi che mi hanno accolto benissimo e mi hanno fatto sentire importante in questo gruppo.

Questo bizzarro campionato già lo conoscevi perché giocavi allo SportinBellinzago. Avete affrontato quella squadra il mese scorso portandovi a casa un bel pareggio, come l’hai vissuta? E’ stata una buona partita con goal da palla inattiva. Siamo stati bravi a reagire e forse meritavamo qualcosa di più.

31 anni di Lecco, hai iniziato a 5 anni nel tuo territorio del comasco. Come ricordi, invece, la tua prima esperienza nel calcio da bambino? La mia prima azione la ricordo come un classico divertimento da un giovane speranzoso, convinto che un giorno possa diventare un lavoro.

Ed allora rispolveriamo la tua storia….a 17 anni il primo esordio in serie D a Canzese. Una bella esperienza di tre anni culminata dalla vittoria in serie C. Un bellissimo gruppo, eravamo giovani ed ho fatto 19 goal…tutto perfetto.

L’esperienza in C è proseguita, prima due anni a Crema poi a Cuneo, tra i professionisti. Sono stato a contatto con validi giocatori e, nel mio piccolo, vivo tutti i singoli momenti per giocare a calcio

Arriva la stagione in serie D con il Darfo Boario…una gradino poco sotto per diventare un importante giocatore di questa categoria? Dovevo iniziare a giocare bene, a dimostrate e a fare…..penso di si.

Il periodo più lungo lo hai passato vicino a casa, 4 anni con l’Olginatese. Che cosa ti ha colpito di questo momento della vita? Una squadra tutta a conduzione famigliare che ci ha permesso di partire dai playout fino ad arrivare al terzo posto.

Dopo il terzo posto, c’è la seconda posizione nella successiva stagione a Santhià ma poi arriva l’anno “sfortunato” tra Gozzano e Novese. Infine lo Sporting e poi l’Acqui. Quale la differenza tra queste due ultime realtà? Due allenatori con due filosofie diverse, sicuramente posso dire che qui mi alleno di più.

Il tuo sogno nel calcio? Arrivare a togliermi ancora una soddisfazione vincendo un campionato. Ho iniziato con la vittoria e salita in c e mi piacerebbe chiudere in ugual modo magari all’Acqui

Perché no… dopo le soddisfazioni nel calcio cosa desideri nel tuo futuro? Farmi una famiglia, ricordo mio papa che mi seguiva da quando ero piccolo. Non c’è più e cercherò di trasmettere le stesse emozioni a chi sarà con me

Dal calcio alla tua vita, qual è il tuo Hobby? Mi piacciono i film….l’ultimo che ho “the grey” altrimenti lo stile è quello di “Hunger Games”. E poi c’è la musica con Jovanotti e vorrei dedicare “..a Te..” alle mie donne “mamma e ragazza”.

A cura di Giancarlo Perazzi

Commenti

0