Riparte con David Simoncini il primo appuntamento del 2015 targato “L’Altra Acqui Calcio”.

Com’è nata la voglia di giocare a calcio?
All’età di 4 anni nella scuola calcio Ponzano dove ho iniziato a dare i primi calci al pallone ed ho giocato per alcuni anni fino ad arrivare negli Allievi Nazionali dell’Empoli. A 16 anni sono approdato alla “Cuoio Pelli” come titolare terzino per tutta la stagione nella categoria Beretti. L’anno dopo eccomi in serie D, a combattere fino all’ultima giornata per la salvezza del Ponsacco.
Con 36 presenze ed aver dato “l’assist” per il goal vincente di fine campionato a questa squadra, direi che hai avuto la tua soddisfazione, anche se le emozioni non mancano negli anni successivi. Come ad esempio, al Pontedera dove siete arrivati 2° sempre in serie D. A 19 anni, finalmente l’esordio in C2 nell’Aquila Calcio 1927 e nel 2013 in C1 nell’A.C. Pisa 1909. Raccontami…
Era il primo anno fuori casa, lontano dalla famiglia, ed è stata una esperienza formativa importante con 35 presenze e tanti goal, salvati al limite dell’area tra cui alcuni recuperi della palla quasi in rete. Sempre in C2 ho giocato l’anno successivo nel Pontedera e l’anno scorso nel A.C. Pisa 1919 ma, complici diversi infortuni, non ho dato il massimo.

E poi…sei arrivato tra i Bianchi a novembre, a campionato iniziato. A 23 anni come ci si trova in una squadra di serie D del nord?
Sono arrivato con entusiasmo e tanta voglia di ripartire. Credo di meritare quello che qualcuno mi ha tolto ed ora vorrei dimostrare…
Mi pare che domenica, nonostante il risultato finale, tu abbia fatto il possibile! E con i ragazzi?
Mi trovo bene, una bella integrazione e la socializzazione non manca.
Ma ti manca la famiglia e la ragazza, lontani da te…
Non è facile stare così lontano da loro, sopratutto da Lorella. Abbiamo parlato a lungo su questa nuova opportunità e nonostante le nostre difficoltà è stata lei a spronarmi a venire qui, ad Acqui. Dopo gli infortuni mi sono ripreso ma non c’erano più gli spazi di gioco. Se sono qui è anche grazie a lei. Ringrazio il mio Babbo che vede in me il suo sogno di diventare un giocatore, cosa che non gli è stata possibile fare ed ora io sono al posto suo e lui si rivede in me. E poi la mamma che patisce più di tutti la lontananza e mi aspetta a casa sempre con cene e pranzi sui quali mi limito a dire che il cibo non manca.
Immagino che il sogno di tuo padre ora sia il tuo?
Esatto ed aggiungo che io vorrei arrivare anche a giocare in serie B.

Hai anche un sogno nella vita di tutti i giorni?
Mi piacerebbe acquistare una barca con i soldi sudati dal pallone e caricare sopra tutti gli amici, magari su di un motoscafo.
Non male così unisci l’utile al dilettevole visto che ti piace anche pescare…
La pesca è il mio l’hobby preferito con gli amici di sempre, sia sul mare sia sui fiumi e le gare non sono mai mancate: in una competizione ho pescato una pesce da otto chili. Ma la pesca non è tutto, da tempo coltivo l’orto di casa ovviamente quando sono a casa.
Hai un altro sport preferito?
Si, grazie alla passione dello zio spesso vado anche in bicicletta specialmente in Mountain-Bike e mi rilasso.

A cura di Giancarlo Perazzi

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