Alessandro Cangemi, 18 anni, tra i più giovani dell’Acqui.

Da poco più di dieci anni giochi a calcio. Hai iniziato all’età di 7 anni nel Palermo, un esordio in una squadra importante della propria città ma per puro caso.
Esattamente come dici. Ero stato invitato ad una partita da un amico che partecipava ad una selezione per il Palermo calcio organizzata appositamente per lui, solo che poi hanno selezionato il sottoscritto e dai Pulcini fino ai Giovanissimi nazionali ho giocato con i colori rosa e nero.
Quale è stato il momento più bello in quel periodo?
Durante un torneo in Trentino all’età di 9 anni: giocavo titolare contro il Celtic Glasgow ed abbiamo vinto 2 a 1, la vittoria più bella.

C’è anche stata una partita in cui hai giocato contro la tua squadra del cuore, la Juventus.L’anno scorso quando giocavo con l’Asti, abbiamo disputato un amichevole con la Vecchia Signora ed è stato magnifico. Fin da piccolo seguo i bianco-neri, soprattutto quando venivano in trasferta in Sicilia: quando venivano a giocare a Palermo prenotavo mesi prima una stanza nello stesso albergo che gli ospitava per vedere i giocatori dal vivo e fare tante foto.
Il tuo beniamino? Alessandro Del Piero!

Da Palermo ad Asti, ed ora sei nell’Acqui, al tuo secondo anno in serie D con alle spalle 14 presenze. Una carriera ben avviata?
Ero stato chiamato nei Bianchi per giocare nella Juniores nazionale e poi sono stato selezionato per giocare nella Prima Squadra, una bella emozione!
Con chi hai legato di più?
Un po’ con tutti ed in particolare il nostro capitano, Marcello Genocchio che voglio ringraziare per i consigli che mi ha sempre dato: se sono diventato quello che sono devo dire anche grazie a lui!
Il goal più bello?
Il mio primo goal in serie D contro l’Argentina, una soddisfazione incredibile!
Cosa ne pensi della prossima partita con la Caronnese, prima in classifica?
Un bel banco di prova, ma sono nato pronto.
E pure deciso… vedo!!!

Della città di Acqui cosa ne pensi?
Un posto tranquillo e grazioso ma pur sempre lontano dalla mia famiglia.
Ti manca l’aria di casa, vero?
Nei primi tempi mi mancava tutto, in particolare mio fratello e gli amici. Non vedere i miei genitori per mesi è stata dura ma se vuoi inseguire il sogno devi fare tanti sacrifici.
Che cosa ti senti di dire a chi ti segue da lontano?
Finalmente, tra venti giorni sarò nella mia terra e nell’attesa volevo ricordare la mia canzone preferita “Non devi perdermi” di Alessandra Amoroso. Un modo per avere vicino e ricordare sempre una persona speciale…
Nella canzone si parla di forza, di vita che si vuole realizzare…e non “perdersi”.

Hai detto che hai un sogno, quale sarebbe?
Giocare nel Chelsea, si punta sempre al massimo e si va dove si può.
Qualcuno invece mi dice che tu, in un’altra vita, saresti diventato un tennista…sempre uno sportivo ma con una palla più piccola.
Il tennis é solo un hobby che pratico spesso con Pietro e Salvo, gli amici di sempre.

A cura di Giancarlo Perazzi.

Commenti

0